La scuola possibile

Gen 05
Scritto da Annamaria avatar

La scuola possibile è un istituto dove i bambini non fanno compiti, non entrano in aula con le cartelle, quella che propone un modello didattico innovativo che ha come scopo quello di valorizzare le capacità dei piccoli stimolando la loro creatività. Aprirà a Torino.

La scuola possibile nasce da un’idea di Laura Milano, direttrice dell’Istituto di arti applicate e design del capoluogo piemontese.
Sarà tutto nuovo. La scuola possibile non solo non farà fare i compiti a casa ai bambini, ma non valuterà i ragazzini con i classici voti. Aprirà le sue porte il prossimo settembre, sorgerà all’interno del Basic Village, in via Foggia.
Si cercherà di stimolare la creatività dei bimbi, valorizzandola, attenendosi, sempre, però, alle linee base della scuola tradizionale. Nella scuola possibile si ha la convinzione che scuola e famiglia debbano coesistere.

L’insegnamento verterà intorno a cinque aree tematiche: l’alfabetizzazione, l’educazione all’immagine, l’educazione scientifica, l’educazione al suono e l’educazione al movimento. Alla fine dell’anno scolastico gli alunni affronteranno un esame in una scuola pubblica per verificare le loro competenze: la prova non sarà obbligatoria ma potrà dare segnali certi dell’apprendimento dei ragazzini. Tra le nuove materie, anche un corso di cucina che gli permetterà di imparare a preparare ciò che si mangia a pranzo a scuola. L’orario previsto sarà dalle 8 alle 17.
L’istituto sarà privato ma prevedrà borse di studio e ospiterà un massimo di 15-18 studenti per classe al fine di garantire a ogni alunno un’attenzione particolare. Nei progetti c’è già l’estensione alle medie.

La giornata scolastica sarà scandita in tre moduli di lezione da 80 minuti, con lunghe pause per mangiare e giocare.
Le valutazioni saranno diverse e gli esami saranno progetti che verranno verificati in maniera attiva.
Tanti gli sponsor come Robe di Kappa, Lavazza, Fondazione Pistoletto, Aurora e molti altri che hanno deciso di finanziare il progetto.

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