Scuola: nuove linee guida

Il ministero dell’Istruzione ha inviato le nuove linee guida post Covid per la scuola, ma è già caos. I presidi sono sul piede di guerra. La bozza “non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita ad elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare ulteriori risorse e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale”, tuona l’Associazione Nazionale Presidi guidata da Antonello Giannelli.
Le nuove linee guida riguardanti il ritorno a scuola non fanno contenti né i dirigenti scolastici né gli alunni e neppure i genitori. Ma cosa prevedono queste nuove linee guida della scuola?
Tra le indicazioni emerse il no alle mascherine per i bambini al di sotto dei 6 anni, le lezioni da organizzare “in turni differenziati”, integrando “attività didattica in presenza e digitale” ed estendendo le lezioni al sabato. Gli istituti potranno “adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività parallele o alternative alla didattica tradizionale”.
In ogni scuola è opportuno prevedere la riorganizzazione degli spazi “per evitare raggruppamenti o assembramenti, e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica per alunni, famiglie, personale scolastico e non scolastico”. La classe potrà essere divisa in più gruppi, la didattica a distanza resterà, ma solo marginalmente, per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Gli adulti, ai quali è raccomandato l’utilizzo di visierine “leggere” e, quando opportuno, dei guanti di nitrile, non devono far venire meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi.
L’orario di ingresso ha una fascia temporale dalle 7,30 alle 9, lo stesso accadrà per l’uscita. Anche la refezione scolastica dovrebbe avvenire in più turni.
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