Scuola per diventare principesse

Apr 16
Scritto da Annamaria avatar

La scuola per diventare principesse crea polemica. Sembra davvero fuori tempo una scelta del genere, che scatena sui social una piccola bufera. La scuola per diventare principesse prevede nel programma lezioni di galateo, portamento, camminata con i tacchi, bon ton, dizione, trucco e acconciatura. Il corso, della durata di tre mesi, è per ragazzine che vanno dai 6 ai 9 anni. L’ha organizzato “Stefania Vadalà Eventi”, che ha una sede a Rho, comune della città metropolitana di Milano, in Lombardia.

Una profonda riflessione sulla scuola per diventare principesse la fa sul Fatto Quotidiano, Alex Coriazzoli, maestro e giornalista. “E’ assurdo che si sia anche solo pensato ad un corso per principesse: una scuola di stereotipizzazione. Due i motivi – scrive sul quotidiano – Il primo: l’idea di essere una principessa si associa a quella della ricchezza, della borghesia. Pensare di insegnare a delle bambine o a dei bambini di diventare aristocratici è fuorviante, perversa. In un Paese dove un giovane su quattro è a rischio di povertà servirebbe una scuola che insegni l’idea di solidarietà, di cooperazione, che non crei ancor più lo stigma del divario sociale”.

Coriazzoli continua: “Il secondo: perché associare alle bambine l’immagine di una principessa? Perché insegnare la camminata con i tacchi, il trucco e l’acconciatura? Nessuna contrarietà al dare valore alla femminilità o alla bellezza, ma chi insegna vede sempre più sfilare in classe bambine truccate a otto-nove anni. Ho alunne che si fanno le unghie a dieci. Conosco bambine che a sei anni si truccano. I bambini devono fare i bambini: giocare a fare le principesse così come le poliziotte, le contadine come le ballerine, le cassiere come le ingegnere, le scienziate come le parrucchiere”.

Il giornalista e docente conclude: “Non sentivamo il bisogno di avere una scuola per principesse in una società dove la lotta contro gli stereotipi resta una priorità culturale che dev’essere fatta a scuola come a casa. Mi auguro che nessuno si sia iscritto ad un corso così assurdo, che nessuna madre o padre abbia pensato di fare della propria figlia una principessa: andrebbe tolta loro la genitorialità!”

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