Estate, tempo di ansie

Giu 13
Scritto da Annamaria avatar

bimbi estate

Io dovrei ben saperlo, d’estate è più facile che i bimbi si facciano male. A me è successo praticamente tutte le estati dell’infanzia… e pure dell’adolescenza…!
Traumi, fratture, scottature solari e colpi di sole, congestioni, infezioni alimentari sono dietro l’angolo. Ora, non voglio certo allarmarvi, ma oltre il 70% dei guai di tipo fisico e di salute accadono proprio in questi mesi in cui i bambini con meno di 12 anni trascorrono almeno quattro ore e mezzo all’aria aperta.

 

Giuseppe Mele, pediatra e coordinatore del simposio ‘Cross-border care for children in Europe’, ha voluto regalare alcuni consigli a mamma e papà perché le cose vadano decisamente meglio: “Va benissimo che i genitori invoglino i ragazzi a giocare una partita a calcio o a tennis, giusto per fare due esempi, e va altrettanto bene che i bambini inizino d’estate ad appassionarsi ad una attività sportiva magari con un corso. Ma è bene non esagerare. Ogni attività va proporzionata al tempo e alla ‘fisicità’ del bambino”.
E’ stato pure calcolato che l’80 % della esposizione solare nella vita avviene’è nei primi 20 anni di vita: dobbiamo ridurla il più ai piccoli. Evitare quindi l’esposizione nelle ore di maggiore irraggiamento (tra le 11 e le 16), e utilizzare creme solari ad alta protezione o schermo totale, spalmate almeno 30 minuti prima dell’esposizione e ogni due ore. Consigliabile l’ombrellone e un cappellino: “Se la giornata è molto umida e il bambino mostra sintomi come sudorazione profusa, pallore, pupille dilatate, una maggior frequenza del respiro, brividi, anche rialzo febbrile, fino alla perdita della coscienza, allora vi trovate davanti a un colpo di calore – ha spiegato Mele – L’umidità gioca un ruolo importante perché la difficoltà di traspirazione crea un rialzo della temperatura interna. Non bisogna comunque allarmarsi troppo: il colpo di calore è un disturbo di solito benigno. Se c’é perdita di coscienza é comunque temporanea, breve. Bisogna rinfrescare il bambino, abbassare la temperatura corporea, quindi metterlo in luogo aerato, alzargli le gambe rispetto al corpo, massaggiandolo. Mettere panni freschi sul corpo, e poi, quando si riprende, farlo bere molto: preferire delle bevande zuccherate che ristabiliscono velocemente i parametri di normalità. Non è necessario precipitarsi dal medico, se vediamo che il bambino si riprende senza problemi”.

 

Poi ci sono le punture d’insetti. Dopo il tramonto o l’alba, quando le zanzare sono più attive, sarebbe meglio tenere i pargoli a casa. Ci si può aituare con i repellenti, senza esagerare. Fate attenzione alle api e alle vespe e soprattutto alle zecche. “Nel caso di puntura – ha precisato Mele- è importante mantenersi lucidi e osservare bene il bambino nella mezz’ora successiva. Fare attenzione alla respirazione. Se diventa difficoltosa dare subito il cortisone e portate il bambino al pronto soccorso. Le sostanze istaminiche che vengono prodotte in seguito al contatto con la sostanza scatenante danno infatti luogo a uno spasmo della muscolatura liscia, deputata alla respirazione, che può portare al soffocamento. Ma si si tratta di un’eventualità piuttosto rara”.
Altri consigli utili: attenzione alle bibite ghiacciate, a farli tuffare in acqua subito dopo colazione o dopo pranzo, a portare i propri figli la sera tardi al ristorante, devono dormire.
Per stare più sereni, portare dietro durante i giorni di vacanza termometro, cerotti, garze sterili, salviettine disinfettanti, repellenti cutanei contro gli insetti e farmaci contro le loro punture, pomata o gel per le contusioni. Senza essere troppo ansiogeni, mi raccomando.

 

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