Aborto terapeutico

Mag 17
Scritto da Annamaria avatar

L’aborto terapeutico in Italia, per la legge 194 del 1978, è quello che avviene dopo i primi 90 giorni di gestazione, il primo trimestre di gravidanza. Viene effettuato solo se ci sono rischi per la salute della donna incinta, sia fisica che mentale. Serve una certificazione medica.

L’aborto terapeutico avviene mediante l’induzione di un travaglio. Può essere praticato in due casi:

Quando la gravidanza e il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna. Per esempio, in caso di emorragia dovuta a distacco di placenta, di rottura prematura del sacco amniotico con infezione generalizzata, di insorgenza di condizioni che renderebbero pericoloso portare avanti la gravidanza, come nel caso di alcune malattie cardiache.

Quando siano presenti processi patologici, compresi quelli relativi a malformazioni o malattie del nascituro, che determinano un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

In tutte e due i casi, è il medico che deve certificare che esistono le condizioni per effettuare un aborto terapeutico. Di solito prima di metterlo scritto nero su bianco, tutto viene verificato con esami clinici come ecografie, amniocentesi, villocentesi.

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