Rooming-in

Cos’è il rooming-in? Letteralmente in inglese significa “stare insieme in una stanza”. Subito dopo il parto, in ospedale, permette a mamma e bebè di stare a contatto: la donna si sente un tutt’uno con il proprio neonato, non interrompendo così, in modo traumatico, il legame che li ha uniti fino a quando è venuto alla luce per ben nove mesi. E’ un vero e proprio diritto che tutti i centri in cui si partorisce dovrebbero garantire alle donne e che si sta sempre più espandendo a macchia d’olio.
Rooming-in, ossia rimanere con il proprio figlio, nella stessa stanza, senza che il piccolo venga affidato al personale medico e messo in una nursery. Mamma e bebè hanno in questo modo il tempo di abituarsi al reciproco allontanamento in maniera graduale, senza stress, traumi e interferenze di estranei.
I vantaggi del rooming-in sono molteplici: favorisce l’allattamento al seno con poppate spontanee, familiarizzando molto di più con il seno materno. La mamma, tra l’altro, in questo modo produce latte sin da subito. Aiuta la donna a imparare immediatamente ad accudire il bimbo, senza avere poi paura che una volta tornata a casa non saprà cosa fare da sola. Non spezza il legame emotivo madre-figlio, minando la loro stabilità basata sull’equilibrio psico-fisico.
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