Gravidanza: quando informare il datore di lavoro

Se arriva la gravidanza, quando informare il proprio datore di lavoro? E una domanda a cui risponde la legge: sono numerose le disposizioni a tutela della lavoratrice incinta.
In caso di gravidanza quando informare il datore di lavoro? Stavolta parliamo di una giovane mamma in fase di colloqui, quindi ancora non assunta.
Se si è in fase di assunzione, la candidata non ha alcun obbligo d’informare i selezionatori o chiunque altro sulla dolce attesa. Lo stato di gravidanza non deve essere comunicato nemmeno se è quasi al termine, o se la gestazione copre una parte rilevante della durata del contratto a tempo determinato. Come sottolinea “La legge per tutti”, “se il datore di lavoro assume una donna in attesa e scopre solo in seguito lo stato di gravidanza, taciuto dalla lavoratrice, quest’ultima non può essere licenziata e non può subire alcuna sanzione disciplinare: il licenziamento viene infatti considerato illegittimo e discriminatorio”.
Quando informare allora il datore di lavoro? Lo stato di gravidanza non deve essere comunicato prima dell’assunzione neppure per mansioni considerate a rischio. Chi l’assume è obbligato “a sostituire le mansioni previste inizialmente con altre differenti che non espongano a rischi nocivi pericoli per la salute della madre e del bambino”. Se non fosse possibile, deve essere anticipato il congedo obbligatorio per maternità.
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