Bambini: caso ‘Squid Game’

Il caso “Squid Game”, generato dall’omonima serie tv coreana, fa discutere. Per molti genitori è micidiale per i bambini, dà loro il cattivo esempio. Questo telefilm va ‘bloccato’, lo chiedono in una petizione.
Il caso “Squid Game” cresce e crea dibattito. Al centro della serie c’è un gioco mortale a cui partecipano centinaia di persone con gravi problemi finanziari, disposte a tutto pur di conquistare il premio finale. Accettano un inusuale invito per una competizione folle, con giochi da bambini, dove però chi perde muore. La serie, su Netflix, è per i ragazzi sopra i 14 anni. Nonostante questo è diventata virale anche tra i bambini più piccoli.
E’ diventato un caso spinoso. “Fermiamo Squid Game“, chiede una petizione online diretta alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza dalla Fondazione Carolina, Onlus dedicata a Carolina Picchio, la prima vittima acclarata di cyberbullismo in Italia, che si tolse la vita nel 2013 per l’umiliazione di vedersi in un video mentre, priva di coscienza, alcuni coetanei giocavano con il suo corpo, abusandone. “Di fronte allo sgomento di mamme e maestre delle scuole materne non bastano i buoni propositi, ma serve un’azione concreta. Non è un atto censorio, ma risponde alla necessità di far fronte alla sconfitta dei parental control e alla crisi della genitorialità”, fanno sapere dalla Onlus.
“Mio figlio ha picchiato la sua amichetta mentre giocava a Squid Game“; “A mia figlia hanno rovesciato lo zaino fuori dalla finestra dell’aula perché ha perso a Squid Game, non vuole più uscire di casa”; “I miei figli non sono stati invitati alla festa del loro compagno, perché non vogliono giocare a Squid Game”. Queste solo alcune testimonianze delle mamme e papà terrorizzate dai comportamenti dei loro bambini, alcuni vanno ancora alla scuola primaria. Voi cosa ne pensate?
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