Articoli della categoria ‘SALUTE E BENESSERE’

Meno profumo in gravidanza

Apr 03
Scritto da Annamaria avatar

Sembra che bisogna mettere meno profumo in gravidanza. Questo perché alcune fragranze contengono ftalati, che sono presenti pure nelle confezioni degli aliment, negli smalti per unghie e nei deodoranti e nei giocattoli. Uno studio scientifico, pubblicato di recente sulla rivista Nature Communications, sottolinea come alcuni prodotti che li contengono possano avere effetti negativi sulla crescita del bimbo in grembo.

meno profumo in gravidanza

Meno profumo in gravidanza per stare più serene, quindi. “Abbiamo condotto questo studio perché i ftalati sono ovunque nella nostra vita quotidiana. Vogliamo comprendere come l’esposizione chimica prenatale influenzi lo sviluppo infantile a livello molecolare”, chiarisce Donghai Liang. E’ il principale autore della ricerca in questione. 

Dallo studio è emerso che i bimbi esposti continuamente a ftalati prima di venire al mondo, una volta nati hanno una maggiore vulnerabilità alle malattie e ai problemi di sviluppo neurologico. I ftalati causerebbero pure nascite premature, anomalie genitali infantili, asma e problemi cardiovascolari. 

Nessun timore. Questi risultati servono solo a porre attenzione su come alcune donne incinte siano esposte a pericoli pure non rendendosene minimamente conto. Usare meno profumo in gravidanza, o non metterlo proprio per qualche mese, non è poi un sacrificio insopportabile. Tutto per vivere la gestazione senza pensieri.

Migliori creme corpo

Mar 31
Scritto da Annamaria avatar

A volte chi più spende non è detto che meglio spenda. Quali sono le migliori creme corpo per idratare la pelle? Noi donne, mamme e non, a volte ci perdiamo del vasto universo dell’offerta del mercato. Tutto per regalare elasticità all’epidermide, in gestazione o semplicemente nella nostra abituale beauty routine.

Altroconsumo ha analizzato le creme corpo per stabilire quale siano le migliori. Ne ha analizzate dodici differenti sia per formulazione che per fascia di prezzo, alcune in vendita nei supermercati, altre in profumeria e altre in farmacia. Si voleva testare la capacità di idratazione. 

“La valutazione è avvenuta in laboratorio, tramite uno strumento chiamato corneometro che permette di analizzare l’idratazione della pelle prima e dopo l’applicazione. Ogni crema è stata utilizzata da almeno 20 persone, 2 volte al giorno per 2 settimane su una zona prefissata dell’avambraccio. I volontari non sapevano quale crema stessero utilizzando. L’assegnazione dei prodotti infatti è stata effettuata in ordine casuale e in barattoli anonimi”, si legge su Vanity Fair che riporta la notizia. Il risultato è stato sorprendente.

Le creme corpo analizzate per scoprire le migliori offrono un livello simile di idratazione, nessuna di loro l’aumenta. E’ la costanza nell’applicazione a farla. I 12 marchi testati sono:

  • Collistar Latte Fondent Sublime (22,30 euro)
  • Nivea Crema corpo vellutante 72h (6,99 euro)
  • Nivea Crema corpo nutriente 72h idratazione (7,16 euro)
  • Dove crema corpo idratazione profonda per pelli secche (4,88 euro)
  • Bottega verde Argan del Marocco latte corpo (20 euro)
  • Yves Rochet Lait Corps Réconfortant Avoine&Sarrasin (9,95 euro)
  • Cerave Moisturising Lotion (17,79 euro)
  • Omia crema corpo Argan del Marocco (4,58 euro)
  • La Roche Posay Lipikar Lait (22,76 euro)
  • L’Erbolario crema corpo nutriente Karitè (23,85 euro)
  • Avéne Lait Hydratant Xeracalm Nutrition (24,90 euro)
  • Aveeno Daily Moisturising Lotion (15,50 euro)

L’acquisto migliore è la crema corpo Dove idratazione profonda per pelli secche. Quella con la migliore qualità è la Collistar Latte Fondent Sublime, davanti alla Nivea Crema corpo vellutante. Ultima è la Nivea crema corpo nutriente 72h idratazione.

Come capire se bambino allergico

Mar 30
Scritto da Annamaria avatar

E’ primavera e chi è allergico lo sa, ma come capire se un bambino a essere allergico? Questo problema, infatti, può comparire a qualsiasi età, pure quando il ‘pupo’ è piccolissimo, in fasce.

come capire se bambino allergico

Prima di comprendere come capire se un bambino allergico, è bene elencare le allergie più comuni nei piccoli secondo recenti studi sui disturbi respiratori nell’infanzia e l’ambiente. Sono:

  • la congiuntivite allergica
  • la rinite allergica
  • l’orticaria
  • l’asma
  • l’eczema
  • le allergie alimentari nelle loro varie forme.

Gli esperti della salute di Santagostino spiegano come capire se un bambino è allergico. “Un primo fattore da considerare è la predisposizione genetica: se uno o entrambi i genitori sono allergici, vi è una maggior possibilità per il bambino sviluppare allergie. Di conseguenze, ci sono i sintomi, immediatamente riscontrabili in diversi organi e apparati”.  

I sintomi principali delle allergie si manifestano sulla:

  • pelle, con orticaria, prurito, gonfiori, arrossamenti, ponfi, dermatite atopica
  • apparato gastrointestinale, con rigurgito, coliche, stipsi
  • occhi, con prurito, arrossamento, gonfiore, lacrimazione, fastidio alla luce
  • naso, starnuti ripetuti, irritazione della mucosa nasale, secrezioni acquose, naso chiuso, prurito
  • bronchi e polmoni, con senso di mancanza d’aria, tosse di origine irritativa, respiro affannoso e accorciato.

Se uno di questi problemi si manifesta è bene rivolgersi a uno specialista, il pediatra allergologo, così che possa fare un’analisi e giungere rapidamente a una soluzione, la migliore per vostro figlio

Alimenti contro la stipsi

Mar 20
Scritto da Annamaria avatar

Ne soffrono più le donne, si manifesta maggiormente in gravidanza e in menopausa. Si può però aiutarsi con l’alimentazione. Ecco quali alimenti mangiare contro la stipsi. Ne parla il professor Silvio Danese a Vanity Fair.

alimenti contro la stipsi

Il direttore della divisione di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano è anche professore ordinario di Gastroenterologia all’Università Vita-Salute San Raffaele. Il suo ultimo suo libro L’intestino e le sue diete, edito da Sonzogno, è stato scritto con la dottoressa Ambra Ciliberto, dietista sempre presso la divisione di Gastroenterologia dell’Ospedale San Raffaele. Nel volume elenca gli alimenti contro la stipsi.

I motivi per cui la stitichezza si manifesta sono:

  • Intestino pigro, ossia un colon che si contrae in maniera molto lenta. In questo caso, le parti di cibo che non vengono digerite si fermano per ore nell’ultimo tratto dell’intestino (il crasso), e lì diventano eccessivamente dure e difficili da evacuare.
  • Mancanza di sinergia tra gli sfinteri e i muscoli della pelvi, che si trovano nella parte finale dell’apparato digerente e hanno il compito di farci andare in bagno.
  • Presenza di entrambe le condizioni, oppure che si sia di fronte a un caso di sindrome del colon irritabile, un disturbo che si manifesta di solito con un dolore addominale, associato a stipsi o al suo contrario, ovvero la diarrea, e che migliora dopo l’evacuazione.

Danese sugli alimenti contro la stipsi dice: “Ecco, le principali raccomandazione dell’American Gastroenterology Association raccomandano i rimedi naturali, in particolari volti alla modifica delle abitudini alimentari e della dieta, come prima linea nella gestione della stipsi. Incrementare il contenuto di fibre solubili nella dieta è fondamentale, e deve essere sempre tenuto in considerazione”.

“Tra gli alimenti consigliati sui quali basare una dieta ad alto contenuto di fibre annoveriamo: cereali integrali, come avena, farro, orzo. E ancora legumi, frutta fresca, come pere, kiwi, prugne, fichi, mele (con la buccia) e arance, frutta secca, verdure a foglia verde, ortaggi. Questi accorgimenti alimentari devono essere sempre accompagnati da un adeguato intake di liquidi per mantenere una ricca idratazione, fondamentale per favorire le evacuazioni. Infine, i supplementi di fibre possono aiutare dopo la modifica della dieta e tra di essi, lo Psyllium si è dimostrato il più efficiente ed è, di conseguenza, quello maggiormente utilizzato”, aggiunge.

Il professore poi sottolinea anche: “Numerose ricerche hanno dimostrato come l’esercizio fisico possa effettivamente avere un impatto positivo sulla motilità intestinale”.

10 fake news sulle calorie

Mar 19
Scritto da Annamaria avatar

Quali sono le 10 fake news più diffuse sulle calorie. Le rivela a Vanity Fair Oaolo Bianchini. Consulente nutrizionale e nutraceutico di Salò e autore del Metodo Bianchini, basato sulla nutrizione consapevole, sottolinea come sia sbagliato affidarsi al semplice calcolo per stare tranquilli o dimagrire.

Bianchini smonta le 10 fake news sulle calorie, basandosi sui meccanismi della biochimica. “Leggere sull’etichetta di un cibo quante calorie contiene non ha alcun valore, poiché la caloria è stata introdotta nella scienza alimentare solo per praticità di calcolo, volendo equiparare l’energia chimica degli alimenti all’energia termica per poterla facilmente calcolare”, spiega. 

“Non bisogna più considerare le calorie in rapporto al cibo, perché questo significa paragonare l’essere umano ad un ‘forno’ che brucia gli alimenti. Le calorie esprimono una misurazione che considera le leggi della termodinamica e non hanno alcuna relazione all’interno degli organismi cellulari che seguono le leggi della biologia e chimica, per cui non devono essere in alcun modo applicate al metabolismo”, aggiunge.

Ecco le 10 fake news sulle calorie secondo Bianchini.

1.Le calorie sono l’unico parametro che conta – FALSO. “Pensare che il valore energetico di un alimento sia l’unico elemento rilevante è sbagliato. L’abitudine a selezionare cibi in base al loro contenuto calorico ci allontana dalla realtà biologica con la quale dovremmo stabilire la scelta di ciò che mangiamo. Il nostro corpo non è un “forno” e il cibo non viene semplicemente bruciato per produrre calore”.

2.Ridurre le calorie fa sempre dimagrire- FALSO. “Non basta tagliare le calorie per perdere peso. Il metabolismo e le risposte ormonali giocano un ruolo fondamentale nella gestione del peso corporeo. Le diete che si basano sul calcolo calorico sono fondate su una vecchia concezione della scienza alimentare, anziché su una logica biochimica. Perché ancora oggi si insegna alle persone a mangiare in funzione del potere calorico del cibo e non in funzione del potere biochimico del cibo stesso?”.

3.Tutti gli alimenti con lo stesso apporto calorico sono uguali – FALSO. “100 calorie di pasta non hanno lo stesso effetto di 100 calorie di prosciutto. Gli alimenti differiscono per composizione e interazione con il nostro organismo perché sono molecole completamente diverse, indipendentemente dalle calorie che hanno. Le reazioni biochimiche fanno parte di un complesso sistema che è il metabolismo e servono (oltre a mantenere costante la temperatura corporea) ad alimentare il sistema nervoso, a gestire tutti i processi vitali delle cellule, a fornire energia per la contrazione muscolare. Tutte queste funzioni vitali derivano dall’energia chimica contenuta in ogni molecola di cibo che noi ingeriamo e rappresenta il nostro unico, vero, vitale carburante. Per cui, l’uomo utilizza solo questa forma di energia per vivere, non l’energia termica che i cibi rilasciano bruciando”.

4.Le etichette caloriche ci dicono tutto – FALSO. “Leggere le calorie sull’etichetta non fornisce informazioni sugli effetti biologici e metabolici degli alimenti. Per stabilire quante calorie ha un alimento serve capire qual è il processo: lo si brucia in un apposito strumento chiamato calorimetro e il calore propagato dalla combustione rappresenta il suo valore calorico. Tale risultato non dice nulla sull’effetto biologico di un alimento all’interno del nostro organismo perché gli organismi pluricellulari non adottano reazioni di combustione che sono chiaramente e logicamente incompatibili con la vita stessa”.

5.Il corpo umano funziona secondo le leggi della termodinamica-FALSO. “Le calorie misurano energia termica, ma il corpo umano segue le leggi della biochimica e della fisiologia, non quelle di un calorimetro per cui non devono essere in alcun modo applicate al metabolismo”.

6.Gli alimenti vengono bruciati nel nostro corpo- FALSO. “Il cibo non viene bruciato, ma scomposto e trasformato attraverso reazioni chimiche per ottenere energia chimica utilizzabile dalle cellule. Le cellule utilizzano l’energia dei legami chimici dei nutrienti e questa energia è sfruttata in modo perfetto da proteine (ATPasi). Nessuna combustione avviene a livello cellulare”.

7.Più calorie = più energia per il corpo-FALSO. “Non tutte le calorie diventano energia utilizzabile. L’assimilazione e l’uso dei nutrienti dipendono da complessi meccanismi biologici”.

8.Le diete ipocaloriche sono sempre efficaci – FALSO. “Le diete basate solo sul calcolo calorico trascurano l’importanza degli effetti ormonali e biochimici degli alimenti, spesso portando a fallimenti. Nella scienza alimentare, leggere sull’etichetta quante calorie contiene quell’alimento, non ha alcun valore poiché la caloria è stata introdotta solo per praticità di calcolo volendo equiparare l’energia chimica degli alimenti all’energia termica per poterla facilmente calcolare”.  

9.La nutrizione è una scienza esatta basata sulle calorie – FALSO. “La nutrizione è una scienza complessa che coinvolge biochimica, fisiologia e ormoni. Ridurla a un semplice conteggio calorico è un errore. Un’alimentazione che sfrutta i principi biochimici dei cibi determina risposte ormonali ideali per creare condizioni ottimali per migliore il benessere, dimagrire e mantenere il peso forma”.

10.Gli alimenti non sono come i farmaci – FALSO. “Secondo le conoscenze biochimiche, è corretto considerare gli effetti biologici dei nutrienti con la stessa visione con la quale vengono studiati quelli dei farmaci. Gli alimenti influenzano il nostro organismo tanto quanto i farmaci. Dovremmo considerarli per i loro effetti biochimici e non per le calorie”.

5 abitudini per essere produttivi

Mar 18
Scritto da Annamaria avatar

Il buongiorno si vede dal mattino, si dice. Ed è proprio da quando ci si alza che bisogna mettere in pratica 5 abitudini per essere più produttivi e stare, soprattutto bene. Lo so, spesso noi donne, mamme e non, andiamo di fretta e dedichiamo poco tempo al nostro benessere. Anche gli uomini, genitori o non genitori, seguono lo stesso percorso. Non va bene, però.

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Le 5 buone abitudini le consiglia Rea Frey, autrice di libri di narrativa e fondatrice del movimento “Unreachable”. Al New York Post rivela, stando alle sue ricerche, quali siano le 5 buone abitudini per essere produttivi tutto il giorno.

La prima tra le 5 abitudini per essere produttivi si focalizza sulla colazione. Deve essere ricca di proteine, fibre e grassi sani. Uova o yogurt greco, frutta o cereali integrali, noci o avocado stabilizzano lo zucchero nel sangue, evitando picchi e conseguenti cali di energia.. Pochi dolci e caffè, invece.

La seconda è l’esercizio fisico, per risvegliare il corpo. Non serve sia intenso. Tutto accompagnato dall’acqua: bere al mattino riattiva il metabolismo. Poi arriva la terza: panificare. Chi è ansioso come me lo sa che essere confusionari non aiuta. E’ meglio fare una lista dei propri impegni quotidiani così da focalizzarli e non sentirsi sopraffatti.

La quarta è non controllare il telefono dopo essersi alzati, assorbe troppe energie mentali. Meglio fare qualche minuto di meditazione o leggere un po’ di pagine di un libro. L’ultima abitudine è quella che preferisco: mettersi al sole per almeno 30 minuti al giorno, per canalizzare l’energia e aumentare l’assunzione di vitamina D.

Cosa dire a un bimbo in sovrappeso

Mar 16
Scritto da Annamaria avatar

Se nostro figlio mangia troppo cosa fare? Cosa dire a un bimbo in sovrappeso?  Il Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatri, coordinato da Vita Cupertino e Rita Tanas, ha realizzato una guida per supportare le famiglie nel dialogo con i bambini e i ragazzi in sovrappeso tra i 4 e i 14 anni.

cosa dire a un bimbo in sovrappeso

A volte è complicato capire cosa dire a un bimbo in sovrappeso, senza che si sente offeso o discriminato. Ecco perché è importante agire con empatia e delicatezza, tatto.

Ecco qui cosa dire a un bimbo in sovrappeso, alcuni dei consigli della guida SIP “Parlare di peso con tuo figlio”:

  • Evitare di deridere, anche se in modo affettuoso o giocoso, il bambino. Frasi come “Basta mangiare, non vedi che pancia hai?”, “Tra un po’ scoppi”, “Non stai più nei pantaloni” feriscono anche se in apparenza sembrano ben tollerate. 
  • Incentivare la comunicazione con frasi che stimolino l’adozione di sane abitudini (es. “Mi piace parlare con te a tavola, spegniamo la tv?”“Che bella passeggiata, mi fa stare meglio, anche a te?”, “Scegliamo insieme la merenda?”).
  • Essere uniti e coerenti. Decidete delle regole per condividere il momento dei pasti in modo sereno. Un’ottima abitudine è iniziare il pasto con delle verdure e, da bere, solo acqua. 
  • Iniziare la conversazione sul cibo gradualmente, in modo “naturale”, commentando una pubblicità in tv, mentre si fa la spesa o cucinando insieme. Valgono di più semplici scambi di opinione quotidiani che un “grande” discorso.
  • Coinvolgere i bambini nella conversazione, chiedendo loro cosa ne pensano, come vivono di fronte a certe esperienze con il cibo, li aiuta a esprimersi e a maturare nuove consapevolezze.
  • Non avere paura di parlare di peso, ma meglio focalizzarsi su “crescita”, “salute”, “benessere”. Se tuo figlio chiede informazioni sul suo peso o taglia, o su quella di qualcun altro, se dà della “balena”, del “ciccione” a qualcuno, è un’occasione per iniziare a parlare. 
  • Se pensi che tuo figlio sia preoccupato o imbarazzato per la sua corporatura, trova un momento tranquillo in cui, facendogli delle domande aperte (evitando quelle con risposte si/no) tipo “Cosa ne pensi di…?”, “Sei preoccupato…”?, spieghi che il valore di una persona non passa dal peso e che può contare su di te. L’importante è non spingerlo a parlare se non è a suo agio.
  • I bambini si devono sentire liberi di parlare e gli adulti non devono sempre avere una risposta, si può anche dire “Non lo so proviamo a leggere, parliamone con il pediatra”.
  • Se l’eccesso ponderale è un problema famigliare, evita di parlare di diete e di malattie legate all’eccesso di peso e sii di buon esempio

SNPO 2025

Mar 15
Scritto da Annamaria avatar

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) ha presentato, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’ENPAM, al Museo Ninfeo di Roma, la nuova edizione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica (SNPO) 2025. Prende il via oggi 15 marzo, fino al 23 marzo 2025. All’evento hanno preso parte il Presidente Nazionale della LILT, Francesco Schittulli, la testimonial della campagna Elisabetta Gregoraci, il Presidente di UNAPROL David Granieri e il Capo di Gabinetto del Ministero della Salute Marco Mattei.

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La SNPO anche nel 2025 ha l’obiettivo di educare la popolazione sui corretti stili di vita e sull’importanza della prevenzione oncologica. Il cancro, infatti, rappresenta una delle principali cause di morte in Italia, con oltre 390.000 nuovi casi stimati nel 2024. Tuttavia, grazie alla diagnosi precoce e ai trattamenti sempre più personalizzati ed efficaci, le persone in vita dopo una diagnosi di tumore continuano a crescere, arrivando adoltre 3,7 milioni di italiani.

“Un dato importante che emerge da quest’analisi è che, nonostante il numero di nuovi casi di tumore rimanga costante, la mortalità è in calo, soprattutto tra i giovani adulti. Questo è un segnale positivo e conferma che la prevenzione, in particolare quella legata a stili di vita sani, può fare la differenza”, ha affermato Francesco Schittulli. “La nostra campagna si concentrerà proprio su questo: promuovere scelte salutari che possano ridurre i rischi di sviluppare il cancro, a partire dall’alimentazione e dall’attività fisica”.

Il Capo di Gabinetto Marco Mattei ha sottolineato l’impegno istituzionale nel supportare la prevenzione oncologica: “Il Ministero della Salute, di concerto con la LILT, sta lavorando per contribuire ad abbassare il tasso di mortalità, attraverso iniziative che sostengono la prevenzione e la diagnosi precoce. L’intenzione è quella di ampliare i programmi di screening includendo patologie tumorali che, se scoperte in fase avanzata, spesso non danno scampo, come ad esempio il tumore al polmone”.

Per l’edizione 2025 della SNPO, la testimonial della campagna è Elisabetta Gregoraci. La conduttrice e imprenditrice, da anni ambasciatrice della LILT, ha sempre sostenuto l’importanza della prevenzione. Il claim della campagna di quest’anno, “Amati. Fai prevenzione”, rappresenta un invito a prendersi cura di sé e a mettere la salute alprimo posto attraverso semplici ma fondamentali scelte quotidiane. 

“Mi sento onorata di poter contribuire, ancora una volta, alla diffusione del messaggio di prevenzione oncologica. Amare se stessi significa anche ascoltare il proprio corpo, fare controlli regolari e adottare uno stile di vita sano. Ogni piccolo gesto, come una sana alimentazione o un’attività fisica costante, può fare la differenza nella lotta contro il cancro. È questo il messaggio che vogliamo diffondere insieme alla LILT: la prevenzione dipende dalle nostre scelte quotidiane e può salvare delle vite”, ha sottolineato la showgirl.

Anche per questa edizione, l’olio extravergine di oliva (EVO) si conferma simbolo della campagna disensibilizzazione della LILT. Un alimento fondamentale della dieta mediterranea italiana, l’olio EVO è noto per le sue straordinarie proprietà antiossidanti, grazie alla ricchezza di polifenoli e acido oleico, che contribuiscono alla prevenzione di diverse patologie oncologiche. In particolare, uno studio che ha analizzato 45 ricerche scientifiche ha confermato che l’assunzione quotidiana di olio EVO riduce del 31% i rischi di cancro.

David Granieri, Presidente di UNAPROL – Consorzio Olivicolo Italiano, ha ribadito l’importanza di questo alimento nella prevenzione: “L’olio extravergine di oliva non è solo un’eccellenza del nostro territorio, ma è anche un vero e proprio alleato della salute. Siamo orgogliosi di rinnovare il nostro impegno con la LILT per promuovere la cultura della prevenzione oncologica attraverso un’alimentazione sana e bilanciata”.

Durante la conferenza, sono intervenuti anche il Presidente del Comitato Scientifico della LILT, Raffaele Perrone Donnorso, l’onorevole Stefania Marino e il professor Giorgio Calabrese, medico e divulgatore specializzato in scienze dell’alimentazione, che ha sottolineato quanto una corretta alimentazione possa aiutarci nella prevenzione.

Tra gli ospiti presenti, il giornalista Giuseppe Brindisi e il conduttore Beppe Convertini hanno portato la loro testimonianza personale, raccontando esperienze legate alla patologia che ha colpito persone a loro vicine. Con la loro presenza hanno voluto dimostrare vicinanza e completo supporto al messaggio della prevenzione.

Durante la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica i cittadini potranno ricevere informazioni utili, partecipare a controlli gratuiti e scoprire i benefici di una dieta equilibrata. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e delle scelte quotidiane per migliorare la propria salute e ridurre il rischio di sviluppare malattie oncologiche.