Donne: obiettivi palestra

Con l’anno nuovo arrivano pure i buoni propositi, su tutti, spesso, c’è quello di rimettersi in forma con l’attività fisica. Le donne per riuscire a raggiungere un risultato, si devono dare i giusti obiettivi in palestra.

Mamme e non, in palestra le donne devono identificare le finalità del proprio allenamento e partire da lì per raggiungere gli obiettivi prefissati.- A La Gazzetta dello Sport Kevin Fortuna, personal trainer, dice la sua.
E’ necessario che le donne in palestra abbiano obiettivi chiari “senza esagerare con i carichi all’inizio, aspirare al conseguimento di progressi. Fondamentale ascoltare il proprio corpo senza spingersi oltre le proprie possibilità”.
A volte per darsi la carica serve davvero il minimo: “A volte serve poco per risvegliare l’entusiasmo: una parola detta da un amico con cui ci si allena, una playlist energizzante, un modello di attività promosso da un atleta per cui si prova ammirazione. E’ bene trovare ciò che funziona al meglio per se stessi”.
“Qualunque sia lo stile di allenamento scelto, deve piacere, divertire, essere efficace; non deve diventare un lavoro di routine, ma qualcosa a cui non si vede l’ora di dedicarsi. Scegliere più attività alternative, ma pur sempre funzionali: pilates, yoga, semplici passeggiate, sessioni di stretching che aiuteranno a rimanere in focus sul proprio obiettivo senza strafare. Avere un piano B, consente così di mantenere sempre alto l’umore, evitando l’emergere dei sensi di colpa”, evidenzia l’esperto.
Con un trainer accanto, è più facile avere un confronto e vedere i miglioramenti. Un ultimo consiglio: “E’ bene affrontare tutti gli allenamenti con un atteggiamento positivo, come opportunità per migliorare sé stessi senza vivere come un obbligo l’allenamento, bensì come risorsa. Necessaria la consapevolezza dei benefici dell’esercizio fisico sulla salute, sull’umore e sul benessere psicofisico”,
Bambini: vademecum per migliorare metabolismo

Noi genitori spesso diciamo ai nostri figli: “Mangia, altrimenti non cresci”. E così siamo poco critici sull’aumento di peso dei nostri bambini, spesso impigriti davanti la tv o i vari device. C’è un vademecum della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) che ci aiuta. Serve per migliorare il metabolismo dei bambini, ma pure nostro.
Come evitare che la bilancia segni ‘rosso’? Il vademecum per migliorare il metabolismo è davvero utilissimo per noi, mamme e papà. E’ sempre importante, tra l’altro, promuovere, oltre che una sana alimentazione, anche l’attività fisica di bambini e adolescenti.
Ecco qui di seguito il vademecum per migliorare il metabolismo e far sì che i nostri bambini restino in forma:
Alimentazione
- La dieta deve essere varia e bilanciata, ripartita in 5 pasti giornalieri, preferendo porzioni che non siano abbondanti.
- Meglio preparare primi piatti con sughi poco elaborati, a base di verdure o di ortaggi oppure una zuppa di legumi. Come secondo piatto scegliere preferibilmente tra carni bianche, pesce, formaggi magri o latticini, affettati magri o uova. Verdura come contorno e frutta possono completare il pasto, consentendo di assumere poche calorie e fibre, e aumentare nello stesso tempo il senso di sazietà.
- Evitare spuntini ipercalorici, succhi di frutta, bevande zuccherate o alcoliche. Come spezza-appetito è meglio scegliere uno yogurt magro, un paio di fette biscottate, frutta fresca, frullati di frutta e ortaggi (finocchi, carote, ravanelli, sedano, ecc.). In particolare, è bene tenere pronte in frigorifero coppe di frutta tagliata a grandi pezzi e preferibilmente di vario colore.
- Masticare bene e di mangiare lentamente. Bere all’incirca un litro e mezzo di acqua al giorno.
Attività fisica
- Quando si sta seduti a leggere o davanti alla televisione, interrompere l’attività dopo 30 minuti, alzandosi e camminando per la casa. Sono efficaci anche solo 3-5 minuti di attività motoria per migliorare il metabolismo.
- E’ possibile attrezzare una palestra in casa, tale da favorire giochi di movimento spontaneo. (Quando si può uscire all’aria aperta o scegliere un’attività sportiva da fare in centri specializzati)
- Anche se non sono in grado di sostituire uno sport, i videogiochi motori, per chi li possiede, possono contribuire a ridurre la sedentarietà. Meglio se fatti insieme con i fratelli o i genitori.
Qualità del sonno: 5 fattori chiave

Quali sono i 5 fattori chiave che ci permettono di capire la qualità del nostro sonno o di quello di chi abbiamo accanto, figlio compresi? E’ importante conoscerli dato che sempre più ricerche hanno messo in evidenza la correlazione tra una buona qualità del sonno e la longevità.

Uno studio pubblicato su QJM: An International Journal of Medicine, ha preso in esame le abitudini di sonno di oltre 172 mila adulti negli Stati Uniti. I risultati hanno certificato che le persone con consuetudini di sonno più salutari hanno un’aspettativa di vita maggiore: 4,7 anni in più per gli uomini e 2,4 anni in più per le donne. Questo soprattutto rispetto a chi ha, invece, abitudini nel dormire meno salutari. La ricerca sottolineato 5 fattori chiave per definire una qualità del sonno alta.
Ecco qui di seguito i 5 fattori chiave per se la qualità del sonno è davvero ottima o meno:
1) dormire tra 7 e 8 ore a notte
2) minime difficoltà nell’addormentamento
3) e nel mantenimento del sonno (non più di 2 volte a settimana)
4) sensazione di sonno riposante al risveglio (almeno cinque giorni a settimana)
5) assenza di farmaci specifici per dormire.
Fitness: nuove tendenze 2025

Care GoMamme, il nuovo anno è cominciato con buoni proprositi riguardo al fitness? Ricordate che l’attività fisica fa bene e allunga la vita. In questo 2025 ci sono nuove tendenze tutte da provare per quel che riguarda gli allenamenti.

Tra le nuove tendenze 2025 riguardo al fitness ci sono i workout ibridi, ossia che prevedono una combinazione di differenti attività fisiche e discipline, come pesi, cardio, yoga, pilates e molti altri ancora. Li si può fare in palestra, ma pure online. Servono a bruciare calorie, perdere peso, aumentare la massa muscolare e a tonificare il fisico.
Le nuove tendenze 2025 del fitness vedono anche gli allenamenti personalizzati con la tecnologia AI. Grazie agli algoritmi,permettono a chi li sceglie programmi individualizzati, calibrati su diversi strumenti e su diverse discipline.
C’è il fitness olistico, come chiarisce My Personal Trainer, ”quella ginnastica olistica che comprende una serie di discipline come yoga, pilates, stretching, ginnastica dolce e ginnastica posturale, che hanno come obiettivo sinergico il benessere fisico e mentale della persona”.
Altra tendenza è il micro workout. Sono mini allenamenti, di 5-10 minuti che si ripetono nell’arco della giornata. Migliorano la pressione, i livelli di glicemia e si riduce lo stress, migliorando l’umore. C’è l’hybrid cardio è un cardio fit training, un allenamento aerobico a circuito. In questo tipo di allenamento si combinano Dance, Combat e HIIT, o anche Dance HIIT combat fitness.
Il neurofitness, declinato a discipline come Balance Training, e Brain-Body Workouts, è centrato sull’allenamento mentale, per il benessere emotivo. Il fit aalking è una camminata veloce da eseguire tre-quattro volte a settimana per circa 40-50 minuti. Consente di bruciare calorie, ridurre il grasso addominale, migliorare la salute cardiovascolare, tonificare i muscoli e ridurre lo stress.
E per finire il biohacking. Si basa sul controllo dell’ambiente e di sé stessi. “Si combinano allenamento, pratica olistica, alimentazione controllata (digiuno intermittente, ad esempio), regolazione del sonno, ma anche assunzione di integratori, emotrasfusioni, bagni di ghiaccio e via dicendo. L’obiettivo? Migliorare la longevità e le prestazioni fisiche e mentali”.
Picco influenza bambini

Dopo il ritorno dalle vacanze natalizie è previsto il picco di influenza tra i bambini. Il freddo non aiuta di certo. Il pediatra Italo Farnetani ad Adnkronos Salute propone ‘l’influenzometro’ per capire se è davvero una sindrome influenzale o meno quella che colpirà i piccolini.
“Proprio in questi giorni, e nei prossimi, c’è un brusco abbassamento delle temperature, che è uno degli elementi che determina la maggior diffusione delle infezioni durante il periodo invernale. Non è il freddo che fa ammalare. – precisa – Ma quando le temperature sono basse si sta maggiormente negli ambienti chiusi, con aria riciclata, elemento che facilita la trasmissione, soprattutto quando i riscaldamenti accesi rendono l’aria secca, e ciò impedisce che le particelle di polvere cariche di agenti infettanti vengano abbattute al suolo”
“In questo modo, invece, si spostano leggere perché sono ben asciutte e facilmente fanno breccia nell’apparato respiratorio dei presenti. Il consiglio è innanzitutto di aprire le finestre almeno 45 minuti al giorno, anche quando fuori è molto freddo. E non tenere mai i riscaldamenti eccessivamente alti. La temperatura di 19 gradi è ottimale. Si può mettere sopra le sorgenti di calore, in primis sui radiatori, un asciugamano di spugna bagnato, che serve a umidificare l’ambiente. Importante non rinunciare a stare all’aria aperta anche quando è freddo”, aggiunge.
Il picco di influenza tra i bambini potrebbe preoccupare. “Ecco allora l’influenzometro che ho elaborato per aiutare a distinguere le varie infezioni”, dice. Si tratta di un percorso scandito da una serie di domande o affermazioni. A seconda della risposta che più corrisponde alla situazione di chi sta usando lo strumento viene assegnato un punteggio. Sommando quelli ottenuti a ogni step, si potrà leggere il risultato: con un punteggio uguale o superiore a 210 “è influenza”. Con un totale da 190 a 205 l’esito è “dubbio”, ma se rifacendo il questionario il punteggio rientra sempre in questo range “non si tratta di influenza”. Con un totale uguale o inferiore a 185 “non è influenza, ma probabilmente si tratta di una malattia dovuta ad altri agenti infettivi”.
L’influenzometro valuta prima di tutto il periodo in cui si presenta la malattia (da dicembre ad aprile o da maggio a novembre), e se i media hanno già riportato dei primi isolamento di virus influenzale. E poi passa in rassegna i sintomi: dolore e sua localizzazione (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d’orecchie, mal di pancia), febbre (superiore a 38,5° C e per quanti giorni); fastidi agli occhi (arrossati, con dolore quando si guarda lateralmente, con bruciore, con lacrimazione abbondante, appiccicati con secrezione gialla).
Nel percorso si valutano anche le condizioni di volto (arrossato o pallido) e pelle (calda e umida, normale), e la presenza di tosse (secca o catarrosa). Si passa poi alla gola (fa male, brucia, è secca), alla voce (rauca o normale), al naso (chiuso, con secrezione chiara e liquida), all’apparato digerente (per capire se sono presenti sintomi come vomito, diarrea o stipsi). Infine si approfondiscono le condizioni generali (malessere, svogliatezza, ci si stanca con facilità, mancanza di appetito). Il test, insomma, aiuta a farsi una cultura personale su come distinguere fra influenza e virus parainfluenzali. “Sarà però il medico a indicare la strada” terapeutica da seguire per lasciarseli alle spalle. Picco o non picco di influenza tra i bambini, è sempre il dottore a stabilirlo.
Dieta Mediterranea la migliore al mondo

Parliamo di benessere nostro e dei nostri figli. E di salute. La dieta mediterranea è ancora la migliore al mondo. Prodotto del ‘made in Italy’, “incoraggia un consumo moderato di grassi sani, come l’olio d’oliva, e limita i grassi malsani, come i grassi saturi. E’ anche benefica per la salute cardiovascolare, poiché è stata associata a una riduzione della pressione sanguigna, del colesterolo e del peso corporeo, nonché a miglioramenti generali della salute del cuore e a un abbassamento dei tassi di malattie cardiache e ictus. L’abbondanza di frutti di mare nutrienti, noci, semi, olio extravergine, fagioli, verdure a foglia verde e cereali integrali nella dieta mediterranea offre anche numerosi vantaggi per il cervello. In particolare, gli antociani contenuti nelle bacche, nel vino e nel cavolo rosso sono considerati particolarmente benefici per la salute”, si legge sul Quotidiano del Piave.

La nostra dieta mediterranea è la migliore al mondo, non ci sono dubbi. Lo annuncia la Coldiretti sulla base del nuovo best diets ranking elaborato dai media statunitense U.S. News & World’s Report’s, celebre a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. Ed è un regime alimentare che fa assolutamente bene: aiuta a prevenire molte patologie come il diabete, l’obesità e la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari e osteoarticolari o i tumori.
E’ la migliore al mondo, quindi seguitela e fatela seguire a tutti in famiglia. La dieta mediterranea è favolosa. Qui di seguito la classifica stilata dal primo al quinto posto:
- Mediterranea, aiuta a prevenire molte patologie come il diabete, l’obesità e la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari e osteoarticolari o i tumori
- Dash contro l’ipertensione
- Flexitariana, un modo flessibile di alimentarsi
- Mind che previene e riduce il declino cognitivo
- Mayo Clinic che enfatizza frutta, verdura e cereali integrali
5 regole per ringiovanire

Noi, mamme e non, cerchiamo da sempre di mantenerci in forma: la dieta della longevità esiste. Secondo David Siclair, biologo e professore di genetica alla facoltà di medicina dell’Università di Harvard, ci sono 5 regole per ringiovanire.

Queste 5 regole per l’esperto sono perfette per ringiovanire fino a 30 anni. Piccoli accorgimenti che allungano la vita. Ma quali sono le 5 regole per ringiovanire? Le riporta Cook, inserto del Corriere della Sera.
I nemici numero uno? “Gli zuccheri”. Secondo il dottor Sinclair, che è anche presidente dell’associazione non-profit Academy for Health & Lifespan Research, lo zucchero sarebbe “tra i principali responsabili del precoce invecchiamento dell’organismo, senza contare che incrementa il rischio di malattie croniche dal momento che contribuisce alla glicazione delle proteine. La conseguenza di ciò è una evoluzione della senescenza con, ad esempio, perdita del tono e dell’elasticità cutanea, formazione di rughe e invecchiamento cutaneo. In alternativa sarebbe meglio orientarsi su opzioni naturali meno raffinate, usando i dolcificanti con estrema moderazione ed evitando il più possibile le bevande zuccherate”.
Nemici del cuore, invece, sarebbero i carboidrati processati. “Pane bianco, grissini, cracker sarebbero da evitare, in quanto potrebbero causare al nostro organismo danni molto simili a quelli degli zuccheri. Aumentando in fretta il livello di glucosio nel sangue, provocano conseguenti picchi di insulina, che sovraccaricano il muscolo cardiaco, rendendosi responsabili del suo invecchiamento precoce. Meglio, quindi, scegliere carboidrati meno lavorati, come pasta e pane integrali che, a parità di calorie, hanno un più basso indice glicemico”.
Altre due categorie da limitare, secondo Sinclair, sarebbero le carni rosse e latticini. Stando allo studio dello scienziato “a queste andrebbero preferite le alternative vegetali come tofu, seitan, legumi, frutta secca e bevande vegetali: sembrerebbero essere collegate a una minor incidenza di patologie tumorali e malattie cardiovascolari”.
Dannoso per la salute è anche il consumo di alcol che Sinclair raccomanda di moderare. Secondo i suoi consigli, è meglio preferire bevande analcoliche, infusi e tisane non zuccherate, acqua con aromi naturali di frutta.
“Bisogna diffidare dagli ingredienti ultraprocessati che spesso l’industria alimentare inserisce nei cibi confezionati e negli alimenti a lunga conservazione: è molto importante leggere le etichette del cibo che acquistiamo, facendo attenzione a quelli con liste di ingredienti molto lunghe. Da preferire, invece, cibi semplici e con ingredienti naturali”.
Secondo il biologo, bisognerebbe fare attività almeno tre volte alla settimana per 10 minuti a sessione. Questo stress fisico positivo, stando ai suoi studi, sarebbe “decisivo per allungare la vita, riducendo fino al 30% l’insorgenza di diverse patologie”.
Sindrome post vacation

Eccoci nella settimana più dura dell’anno, o tra le più dure, in cui molti di noi sono irrimediabilmente colpiti dalla sindrome post vacation. Una vera tragedia…

La sindrome post vacation ci rallenta e rende meno efficienti e soprattutto tristi. Cos’è? “Gli americani lo chiamano post vacation o holiday blues. Non stiamo parlando di una patologia ufficialmente riconosciuta, ma si tratta di condizioni psicologiche sempre più diffuse“, spiega Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana, ad Adnkronos.
L’esperta suggerisce 5 regole contro la sindrome post vacation. ”Il rientro al lavoro dopo le vacanze natalizie è fonte di stress per molti. Le festività, del resto rappresentano un periodo in cui il tempo risulta sospeso e, con esso, i problemi, le scadenze, la sveglia per andare al lavoro, i rapporti a volte difficili nei contesti lavorativi. Più le vacanze si configurano come un’oasi di relax, più il ritorno alla realtà di tutti i giorni rischia di essere difficile da affrontare. Questa dinamica incide maggiormente su chi soffre già di un disagio psicologico, come nei casi di depressione o di bassa autostima, e su quei soggetti che stanno attraversando momenti difficili a livello interpersonale, sia nella sfera privata che sul lavoro”.
“Darsi una serie di regole per affrontare al meglio la ripartenza è quindi fondamentale. La prima è quella di evitare l”effetto interruttore’. Non si può pensare di spegnere d’un tratto il sollievo delle vacanze e di calarsi immediatamente nella realtà precedente, fatta di ritmi sostenuti, moli di lavoro spesso importanti, viaggi nel traffico, orari da rispettare al minuto e potenziali attriti con le persone circostanti. Meglio, per chi può, iniziare a tornare al lavoro in modo graduale, magari ricominciando con una mezza giornata o anche un giorno intero, ma vicino al weekend”, precisa la psicologa.
Il secondo consiglio è “non interrompere del tutto le buone abitudini prese in vacanza, quando i tempi sono stati più dilatati: hobby, sport, letture, musica, amici, cinema e qualsiasi altra cosa per cui abbiamo avuto più spazio, più libertà di scelta, non devono essere azzerati all’improvviso”.
“Il terzo accorgimento – continua Gulino – riguarda l’alimentazione: durante le feste si tende ad eccedere, ma quando ricomincia la vita di tutti i giorni bisogna stare attenti a curarla con maggior attenzione. Mente e corpo si influenzano reciprocamente.
La quarta regola: “E’ fondamentale gestire bene il sonno: i ritmi delle vacanze ci hanno portato a dormire di più o diversamente e la mancanza di riposo può accentuare il senso di disagio e di stanchezza”.
“L’ultimo consiglio, non meno importante – conclude la dottoressa – è quello di mantenere il più possibile solide le relazioni che siamo riusciti a coltivare maggiormente nel periodo festivo, a livello di amicizie, famiglia e sentimenti, perché sono energie fondamentali tutto l’anno”.