Vitamina D favorisce gravidanza dopo aborto

La vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio, perché è uno dei costituenti delle ossa, favorisce la gravidanza dopo un aborto spontaneo. Lo dimostra una nuova ricerca condotta dall’Università del Maryland.
Stando ai dati dell’Associazione Americana Gravidanza, il 25% delle donne non riesce a portare a termine la gravidanza perdendo il bambino entro le prime 20 settimane di gestazione. In queste situazioni, i medici consigliano di attendere almeno 10 o 12 settimane per riprovarci. La vitamina D favorisce la gravidanza dopo un aborto. (altro…)
Nausea in gravidanza, minor rischio aborto

Se si ha la nausea in gravidanza c’è un minor rischio di aborto.
Potete stare serene. E’ quanto emerso da una ricerca effettuata
da un gruppo di ricercatori dell’Eunice Kennedy Shriver National
Institute of Child Health and Human Development (NICHD) del
National Institutes of Health (NIH) (Nel Maryland, USA), insieme
con altri istituti e pubblicata sul JAMA Internal Medicine.
Lo so, con la nausea si soffre molto, ma con la nausea in
gravidanza è il minor rischio d’aborto che deve rendervi felici.
Gli studiosi hanno usato i dati raccolti per un’altra ricerca, nella quale si consideravano gli eventuali effetti dell’aspirina nella prevenzione dell’aborto. (altro…)
Aborto ritenuto e nuova gravidanza

Può accadere dopo la difficile esperienza di un aborto spontaneo di desiderare subito una nuova gravidanza. Bisogna, però, conoscere bene i tempi fisiologici per provare a rimanere nuovamente incinta.
Con l’aborto ritenuto, detto pure interno, che si verifica entro la quinta settimana, quindi precoce, è necessario il raschiamento. Lo si fa in anestesia generale per via transvaginale: bisogna, infatti, pulire l’utero da tutti gli annessi embrionali e placentari così da non correre il rischio di infezioni.
Non pensate sia una cosa rara che la gestazione si interrompa, gli esperti hanno stimato che la percentuale di gravidanze che si interrompono precocemente e spontaneamente sia pari al 15-20 per cento del totale. Per questa ragione l’aborto ritenuto può capitare anche alla donna più forte e in salute. (altro…)
Test del sangue per anomalie del feto: ‘Troppi falsi rilevati’

Ne abbiamo parlato tante volte dei nuovi test screening sul sangue materno per verificare le possibili anomalie del feto, come ad esempio la Sindrome di Down, accongliendoli con grande favore, perché avrebbero permesso di evitare la troppo invasiva amniocentesi. Ora è giusto anche riportare, però, l’allarme lanciato da un esperto, Claudio Giorlandino, ginecologo e presidente della Fondazione ALTAMEDICA per lo studio delle patologie della madre e del feto. Secondo il medico, i test in questione “si sono rivelati pericolosi” a causa dei “troppi falsi positivi” nei risultati.
“Dai primi risultati accertati documentalmente compaiono numerosi falsi positivi che portano le donne all’aborto”, ha sottolineato Giorlandino. Ha lanciato quindi l’allarme che “ho presentato come persona informata dei fatti sia all’opinione pubblica che alle Autorità competenti che volessero prenderne visione”, come riporta l’Ansa. Negli ultimi mesi “si sono rivolte a me 8 gestanti che avevano avuto un test positivo per patologia fetale, dopo essere state sottoposte a questi test di screening. Ho eseguito in questi 8 casi il test di conferma mediante villocentesi o amniocentesi riscontrando, con crescente sbigottimento che, su questi 8 feti definiti patologici, addirittura in 6 non venivano confermate le patologie“, ha svelato il ginecologo.
Se hai avuto aborti, rischi un bebè prematuro

Per chi ha avuto tre io più aborti, la prima gravidanza diventa rischiosa. C’è il pericolo maggiore che il bebè nasca prematuro o sottopeso. E’ il risultato di uno studio degli scienziati del National Institute for Health and Welfare di Helsinki, in Finlandia. (altro…)
Già dopo 7 settimane il sesso del bebè

Per conoscere il sesso del bebè nel pancione bastano sette settimane di gestazione e un prelievo di sangue.
Non più amniocentesi, con aghi nella pancia per i prelievi di liquido amniotico o tessuto coriale, alimentando il rischio di aborto o infezione. Lo ha stabilito uno studio di Stephanie Devaney dei National Institutes of Health di Bethesda. (altro…)
Iodio, non dimentichiamolo col pancione!

Ok, mangiare troppo salato fa male, ma in dolce attesa lo iodio, la cui normale assunzione dovrebbe essere per ambo i sessi di 150 µg/giorno, deve aumentare di 25 µg/giorno.
Fonte naturale ricca di iodio è il pesce. Si trova anche nel latte e nelle uova, mentre nella carne il contenuto varia. Per essere sicure di immetterlo nel nostro organismo basterebbe usare regolarmente il sale iodurato/iodato. (altro…)
4500 ragioni per dire di no all’aborto

E’ la Regione Lombardia a cercare di mettere un freno agli aborti, regalando un bonus di 4500 euro a chi, incinta, rinuncerà a mettere fine alla gravidanza nonostante le difficoltà economiche di portarla avanti.
Il progetto è stato ideato dal Cav e consultorio. “Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche”, ha spiegato il presidente Roberto Formigoni, come riportato sul sito ufficiale della Regione.
Su proposta di Giulio Boscagli, assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, la Giunta ha varato il provvedimento sperimentale “Nasko”: un aiuto economico da 4.500 euro per le donne che rinunciano all’aborto pur essendo in ristrettezze economiche. L’erogazione del bonus “anti-aborto” consisterà in un assegno mensile da 250 euro per 18 mesi. (altro…)