Fecondazione assistita: non è gravidanza di serie B

La fecondazione assistita aiuta le coppie ad avere un bambino. Veronica Ferraro, in attesa del suo primo figlio da Davide Simonetta,, denuncia le critiche ricevute e sottolinea: “Non è una gravidanza di serie B”.

Lei ha dovuto fare ricorso alla fecondazione assistita. Non è ha fatto mistero. Ma c’è chi sui social l’ha attaccata per la scelta, giudicando la sua gravidanza ottenuta come se fosse di serie B.
“Possiamo ripetere insieme che i bambini concepiti con la fecondazione assistita sono uguali agli altri, la mia gravidanza è uguale alle altre e non sono incinta di un robot della Tesla? – scrive – Messaggi come questo (ne ricevo alcuni quasi ogni giorno) possono risultare offensivi o ferire qualcuno perché implicano, anche se in modo non esplicito, che esistano gravidanze di ‘Serie A’ e di ‘Serie B‘, come se il modo in cui un bambino viene concepito potesse in qualche modo influire sul suo valore o sulla legittimità della sua esistenza”.
“Non voglio fare del vittimismo, ma proprio per questo so anche quanto possa essere un cammino emotivamente ed economicamente impegnativo – ha aggiunto – Molte persone passano anni tra speranze, delusioni e sacrifici prima di riuscire ad avere un figlio e, ridurre tutto a un semplice ‘ah ma loro hanno fatto l’inseminazione’, è sminuente e ingiusto”, continua la Ferraro.
Veronica conclude: “C’è un sottotesto giudicante, come se la fecondazione assistita fosse un modo ‘meno naturale’ di avere un figlio. Ma perché? È una soluzione medica a un problema biologico, esattamente come qualsiasi altro trattamento per la salute. Nessuno si sognerebbe di dire ‘ah, ma lui ha curato la sua malattia con un farmaco’ con lo stesso tono con cui certe persone parlano di fecondazione assistita. Sono piena”
Riserva ovarica

La riserva ovarica diminuisce con l’avanzare dell’età di una donna: dopo i 35 anni il calo diventa repentino e importante, per questo più si va avanti e più è difficile rimanere incinta. Per quanto molte di noi dimostrino tanti anni insieme, l’età biologica purtroppo non cambia. (altro…)
Procreazione assistita 2017: novità

Molte le novità sulla procreazione assistita in questo 2017. Il decreto del Ministero della Giustizia 28 dicembre 2016, n. 265 con il quale è stato approvato il Regolamento in materia di manifestazione della volontà di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) è stato pubblicato sulla G.U. n. 40 del 17 febbraio 2017.
Le novità della procreazione assistita 2017 riguardano il consenso informato: il decreto impone una dichiarazione di volontà, bisogna accettare i rischi della fecondazione e degli altri trattamenti sanitari richiesti. (altro…)
Fecondazione eterologa: le nuove regole

Chi non riesce ad avere un bebè, tenta con la fecondazione eterologa. Il ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni le nuove regole della fecondazione eterologa.
Nelle indicazioni per rendere omogenea sul territorio nazionale l’applicazione della fecondazione eterologa è stata definita l’età dei donatori di gameti, tra i 18 e i 40 anni per i maschi e tra 20 e 35 per le donne. E il numero massimo di nati per donatore, 10. Un limite stabilito per ridurre i rischi di unioni inconsapevoli tra consanguinei. E’ prevista però anche una deroga per le coppie che hanno già avuto un bambino con l’eterologa, perché possano avere fratelli biologici. (altro…)
Il concepimento: come avviene

Come nasce la vita dentro di noi, come avviene il concepimento, una domanda che sin da piccoli ci siamo fatti. E’ il miracolo della creazione che la scienza ci aiuta a capire.
Durante ogni rapporto sessuale, con l’eiaculazione entrano in vagina dai 200 ai 500 milioni di spermatozoi. La prima selezione, che li ‘decima’, eliminandone una buona parte, avviene lungo la vagina. Quelli che riesconoo ad andare avanti, arrivano fino alla cervice uterina, lì incontrano il muco cervicale, che ha caratteristiche diverse a seconda del periodo del ciclo: se la donna non è nel periodo dell’ovulazione, il muco cervicale ha una consistenza che impedisce il passaggio degli spermatozoi; se invece il rapporto avviene durante l’ovulazione, il muco ha una consistenza filamentosa e liquida, gli spermatozoi riescono ad andare oltre, aiutati pure dalle contrazioni che innescano le prostaglandine contenute nello sperma e dall’ossitocina prodotta dalla donna con l’orgasmo, e sopravvivere per tre-quattro giorni. (altro…)
Le perdite da impianto

Le perdite da impianto sono perdite di sangue che si verificano in corrispondenza del ciclo mestruale o qualche giorno prima. Sono causate dal processo di impianto dell’ovulo nell’utero. L’ovulo fecondato dopo circa 5 giorni dalle tube si sposta, appunto, nell’utero e qui si ferma, restandovi per tutto il periodo della gravidanza. Ad accoglierlo è l’endometrio, un rivestimento che ha molti vasi e capillari, i quali, in seguito all’annidamento dell’ovulo fecondato, possono rompersi e causare un sanguinamento di live entità.
Ovodonazione per il sogno famiglia

Sono tanti i motivi che impediscono a molte coppie di realizzare il sogno di avere un bimbo.
La donna, spesso, non riesce a rimanere incinta perché ha un’età biologica avanzata. Magari ha un deficit ovarico per menopausa o precoce oppure ha subito operazioni chirurgiche alle ovaie.
Ci sono anche donne che non possono utilizzare i propri ovociti a causa della loro scarsa qualità o per malattie ereditarie non rilevabili attraverso le tecniche di PGD. Alcune hanno le ovaie non raggiungibili per il prelievo degli ovociti o presentano alterazioni cromosomiche. Tante di loro hanno già subito ripetuti fallimenti della fecondazione in vitro, alle spalle hanno aborti ripetuti. Situazioni non facili, che provocano dolore, spesso problemi psicologici. Eppure la soluzione esiste, grazie alla donazione di ovuli. (altro…)
Bimbi sani in provetta con 2 mamme e 1 papà

Non più 2 ma 3 genitori biologici per far venire al mondo un bimbo sano con la fecondazione assistita. In questo modo, secondo un gruppo di studiosi inglesi, si sconfiggerebbe il rischio di malattie ereditarie, correggendo il corredo genetico con il Dna di una terza persona, la seconda mamma.
Sei milioni di sterline per mettere in atto questo metodo rivoluzionario nei prossimi tre anni: è quanto è riuscita ad avere l’equipe del Wellcome Trust e dell’università di Newcastle. Secondo loro così si direbbe basta a malattie che colpiscono cuore, muscoli e cervello, quelle che, appunto, vengono trasmesse dalla madre del piccolo. (altro…)