Pranzo Capodanno con bambini: regole buona educazione

Le regole di buona educazione valgono sempre, al pranzo di Capodanno con i bambini, dopo un cenone si spera divertente, ancora di più. Sia che andiate da vostri famigliari, che invitati da amici. E’ basilare avere un’etichetta comportamentale impeccabile.

La pranzo di Capodanno con bambini tra le regole di buona educazione c’è quella di non presentarsi con largo anticipo, magari impazienti. Diventa tutto imbarazzante se non è ancora pronto e soprattutto i piccoli potrebbero annoiarsi presto.
Altra tra le regole di buona educazione per il pranzo di Capodanno con bambini è evitare che i vostri figli comincino a girovagare per la casa e quindi le varie stanze o, ancora peggio, a toccare e prendere tra le mani oggetti vari. Potrebbero inavvertitamente causare guai o rompere qualcosa, quindi cercate di fare in modo che rimangano tranquilli e buoni, magari creando un diversivo apposito per loro.
A tavola si sta seduti, uno strappo per alzarsi può esserci tra una portata e l’altra, ma senza esagerare.
Niente telefonini o tablet davanti allo sguardo, cercate di non escluderli dalla conversazione, rendeteli vostri complici. E fate loro mangiare quel che viene messo nel piatto, porzioni da bambini, appunto, senza troppo abbondare. Dopo il cibo, magari, organizzate giochi con loro, carte o società, così che non si sentano messi in disparte.
Bambini: 8 regole buona educazione

Ci sono 8 regole di buona educazione da insegnare ai nostri bambini. Paolo Crepet le elenca una per una a Bimbi Sani e Belli. Lo psichiatra, autore del libro Prendetevi la luna, edito da Mondadori, ne è profondamente convinto.
Quali sono le 8 regole della buona educazione da infondere nei bambini. Per noi genitori il compito è sempre più arduo con le nuove generazioni. Ma è necessario dare loro i cosiddetti paletti.
Ecco le 8 regole per una buona educazione dei bambini secondo Crepet.
1 – “L’esempio: ecco il primo grande segreto, lo strumento educativo da cui non si può prescindere in relazione a qualunque aspetto dell’esistenza. Non si può insegnare a essere gentili, se si agisce con maleducazione, non si può insegnare a prendere in considerazione il punto di vista degli altri se ci si mostra prevaricatori, aggressivi, indifferenti verso il prossimo. C’è una frase su cui tutti i genitori dovrebbero riflettere e che considero molto esplicativa: dentro a ogni Suv parcheggiato in doppia fila o su un marciapiede davanti a una scuola c’è un bambino che facilmente più avanti diventerà un bullo”.
2 – “A mano a mano che il bambino cresce occorre porgli dei limiti . I ‘no’ servono a questo. I paletti, se pochi, ragionevoli e giusti, regalano al bambino la sicurezza di avere le spalle coperte, di non essere abbandonato a sé stesso, di avere qualcuno che davvero tiene a lui. Mettere precisi confini significa aprire i figli ai futuri orizzonti”.
3 – Le regole vanno ripetute. “Un errore di valutazione che fanno spesso i genitori è quello di pensare che il bambino non rispetti le regole perché è capriccioso e mosso dalla precisa volontà di non ascoltarli, mentre è solo che prima di un certo lasso di tempo non può riuscirci”.
4- Il bambino non va accontentato in tutto. “Il più bel dono che si può fare a un figlio è lasciare che abbia un desiderio non esaudito”.
5 – Il bimbo va ascoltato. “L’ascolto vero implica entrare in sintonia con le emozioni dei figli e con il loro punto di vista, capire le loro emozioni e interpretare nel modo giusto quello che passa per la loro mente e non è certo poco”.
6 – Abituare i figli a riconoscere le proprie emozioni, anche e soprattutto quelle negative e non sottovalutatele mai.
7 – Farovire il suo legame con gli amici del cuore. “Così imparerà in fretta il piacere della condivisione e a trarre il vero divertimento dal gioco di gruppo, dalla frequentazione di altri bambini. E non dalla tivù e dalla realtà virtuale. Imparerà che l’amicizia è un bene preziosissimo e che il più grande dei privilegi non è possedere tanti giocattoli (e più avanti tanta tecnologia) ma avere degli amici”.
8 – “Stimolate la sua creatività disegnando, ballando, cantando con lui, leggendogli le fiabe e aiutandolo a inventarne altre”. E raccontategli di voi.