Entrare in sala parto: consigli

Se un’amica o una parente ti chiede di entrare in sala parto con lei e tu sei del tutto impreparata cosa fai? Alcuni consigli a riguardo li regala Morena Terracciano, ostetrica. Ne parla a Vanity Fair.

Entrare in sala parto può spaventare anche i padri dei bebè che stanno per arrivare. I consigli, in questo caso, sono più che utili. La responsabile di Area Ostetrico Ginecologica Policlinico di Milano sottolinea: “Il partner è consigliato, perché questo è anche il momento in cui nasce una nuova famiglia, ma ci sono persone che non se la sentono e potrebbero non essere di aiuto. Chi sta vicino alla donna in questo momento importante deve fare una cosa semplice: fare quello che chiede la partoriente, ma anche rassicurarla e aiutarla a decidere le cose, anche soltanto un cambio di posizione, oppure se fare o non fare l’analgesia, o quali procedure scegliere”.
“La persona che accompagna la futura madre è lì per essere di sostegno in un momento in cui è possibile perdere il controllo ed entrare in confusione. E’ appunto una ‘persona di fiducia’ che mette la partoriente in una situazione di tranquillità”, precisa ancora l’esperta. “L’importante è che sia una presenza empatica, che capisca il vero bisogno della donna, che non si imponga troppo ma sia affidabile e presente”, fa sapere ancora Terracciani.
Non è sempre facile entrare, però, in sala parto, i consigli riguardano anche chi facilmente si impressiona. Il parto è un’esperienza traumatica per alcuni: “Certo la visione della nascita può essere forte. Per questo noi chiediamo sempre all’accompagnatore se vuole restare in sala parto e per quanto vuole stare. Ma soprattutto chiediamo alla donna quanto vuole che stia, perché lei deve sentirsi sempre a proprio agio. A chi è troppo impressionabile suggeriamo di stare alle spalle della donna. Oppure in alcuni casi, l’accompagnatore aspetta appena fuori dalla porta, per entrare appena il bambino è nato”.
Viagra in sala parto

La pillola blu è un alleato delle donne, non solo a letto, per dare una mano al partner: il Viagra entra in sala parto.
Il farmaco conosciuto per il trattamento della disfunzione erettile maschile, potrebbe essere usato in sala parto. Uno studio condotto dalla Guilan University of Medical Sciences (Iran), pubblicato sul Journal of Reproduction and Infertility ha avuto risultato sorprendenti. Il Viagra ridurrebbe il rischio di cesarei d’urgenza e preverrebbe la sofferenza fetale.
Il principio attivo del Viagra, il citrato di sildenafil, agisce dilatando i vasi sanguigni e favorendo il flusso ematico. Il farmaco può avere un impatto anche a livello uterino, oltre che sul pene dell’uomo, migliorando il flusso sanguigno verso la placenta durante il travaglio.
“Il Viagra ha effetti su vari tessuti del corpo, non solo sull’apparato genitale maschile”, spiega a Repubblica, la ginecologa Maria Giuseppina Picconeri. L’esperta della Società Italiana della Riproduzione Umana chiarisce: “Aumentando il flusso sanguigno uterino, può prevenire la riduzione dell’ossigeno al feto, evitando così il ricorso a cesarei d’urgenza dovuti a sofferenza fetale”.
La ricerca ha coinvolto 208 donne in travaglio, alle quali è stato somministrato sildenafil o un placebo. I risultati sono stati evodenti: 13 donne del gruppo che ha avuto il Viagra hanno avuto bisogno di un cesareo d’urgenza. In quelle che hanno ricevuto un placebo, i cesarei sono stati 27, molti di più.
“I nostri risultati dimostrano che il sildenafil è un’opzione promettente per ridurre la sofferenza fetale e la necessità di cesarei d’urgenza”, sostengono i ricercatori dello studio iraniano. Sanno che ci sarà necessità di ulteriori studi per confermare questi risultati e poter inserire l’uso del Viagra nella pratica clinica standard in sala parto. Non è la prima volta che il sildenafil viene sperimentato in sala parto, era già accaduto nel 2019.
“I numeri devono essere ampliati e serve il coinvolgimento di più centri di ricerca”, afferma Picconeri. “Il sildenafil potrebbe rappresentare una vera opportunità per migliorare la gestione del travaglio e ridurre i rischi, ma è fondamentale valutare con attenzione gli effetti sulle pazienti prima di procedere con l’applicazione su larga scala”.
Gestione emergenza in sala parto

La gestione dell’emergenza in sala parto è importantissima per non correre rischi. Le mamme devono pretendere personale altamente qualificato in un momento tanto importante della loro vita.
Nonostante gli innumerevoli progressi in ambito medico-scientifico e la tecnologia avanzata che oggi abbiamo a disposizione, la sala parto rappresenta ancora uno scenario complesso ed articolato. La possibilità che l’evento parto possa trasformarsi da fisiologico, ad alto rischio, implica la necessità di formare ed aggiornare in modo adeguato tutto il personale sanitario coinvolto, per far sì che sia in grado di affrontare e gestire la pratica quotidiana, così come le situazioni di urgenza ed emergenza durante il parto. (altro…)
Partner in sala parto

C’è chi decide di non voler assistere, ma molti studi testimoniano l’utilità di avere il partner in sala parto. Per chi non lo avesse, capita ahimè, è comunque basilare avere accanto una persona di fiducia.
Il partner in sala parto riduce l’ansia della futura mamma, fa sì che sia per lei più facile rilassarsi in un momento tanto importante, ma a volte spaventoso, della propria vita. La donna si sente più protetta, assistita: il partner in sala parto contribuisce a dare sostegno a chi sta dando alla luce un bebè. (altro…)
Papà in sala parto: cosa fare

I papà in sala parto col tempo sono diventati essenziali per supportare la donna che sta per dare alla luce il loro figlio. L’importante è sapere cosa fare, come muoversi senza paura. Del resto i papà in sala parto sono ormai la maggioranza e la loro presenza, secondo alcuni studi, pare che aiuti la donna a non fare ricorso agli anti-dolorifici, migliora il senso dei ricordi dell’evento stesso e facilita l’adattamento della coppia ai primi giorni del neonato. (altro…)
Cromoterapia in gravidanza

La cromoterapia, la terapia dei colori, è utilissima anche in gravidanza. Aiuta moltissimo, in generale, nel trattamento delle malattie psicosomatiche, riducendo ansia e stress, depressione, debolezza fisica, mentale, dolori, spasmi localizzati. Pure col pancione può dare una mano.
La cromoterapia in gravidanza è ottima. Capita spesso che le mamme abbiano l’umore altalenante per colpa degli ormoni. Sappiate allora che visualizzare un oggetto blu riuscirà a calmare e tranquillizzare. Il giallo e l’arancione regaleranno Maggione tonicità e una carica energetica super. Il viola e il verde, invece, aiuteranno nella concentrazione, saranno efficaci durante le visite ginecologiche e il momento del parto. (altro…)
Yoga e meditazione in sala parto

Yoga e meditazione entrano in sala parto. In Mangiagalli a Milano parte uno studio innovativo, MYNd&CO. Riempi di armonia la tua gravidanza. Il Policlinico vuole misurare gli effetti che possono derivare dall’integrazione di tecniche di mindufullness, yoga e coaching, ed elementi di Osteopatia e di nutrizione al percorso di accompagnamento alla gravidanza.
Yoga e meditazione in sala parto. S stanno reclutando 400 donne volontarie che saranno seguite per circa un anno. Si vuole dimostrare come lo yoga, il coaching, la mindfullness (l’osteopatia, è stata riconosciuta come professione sanitaria nel 2017) possano influire in maniera positiva sul benessere delle donne e dei loro bambini. (altro…)
Papà in sala parto

Il papà in sala parto oggi è una consuetudine ormai diffusa. Sono sempre di più i papà che decidono di stare in sala parto e assistere alla nascita del figlio. I padri sono divenuti figure importantissime in un momento unico della loro vita, sono importanti soprattutto per le mamme. In sala parto i papà la massaggiano, cercano di rilassarla e rassicurarla, sono una colonna su cui poter contare.
Prima di far entrare i papà in sala parto è opportuno frequentino un corso pre-parto, così da essere preparati, senza correre il rischio di sentirsi inadeguati. Durante il momento del parto ogni donna vuole essere confortata in modo diverso. C’è che non ama essere accarezzata e preferisce una vicinanza solo emotiva, c’è chi invece desidera il contatto attraverso, appunto coccole, massaggi e baci, ma l’uomo di casa riuscirà a renderla felice. (altro…)