Bambini che giocano all’aperto più felici

I bambini che giocano all’aperto sono più felici degli altri. Tendono a interiorizzare di meno, hanno quindi minor rischio di depressione e ansia. Noi mamma in cuor nostro l’abbiamo sempre, ora, però, c’è una ricerca che lo mette nero su bianco.

Uno studio osservazionale dell’università di Exeter in Gra Bretagna sottolinea come i bambini che giocano all’aperto siano più felici, più resilienti e abbiamo minori problemi di salute mentale. “Siamo più preoccupati che mai per la salute mentale dei bambini e le nostre scoperte evidenziano che potremmo essere in grado di contribuire a proteggere il loro benessere mentale assicurandogli numerose opportunità di gioco avventuroso”, dice Helen Dodd.
Dalla ricerca si è stabilito che i piccoli osservati abbiano affrontato meglio il lockdown. E testimonia come i bambini che giocano all’aperto siano più felici di quelli che rimangono chiusi. “Questo è davvero positivo perché il gioco è libero, istintivo e gratificante per i bambini, disponibile a tutti e non richiede competenze speciali. Ora abbiamo urgente bisogno di proteggere gli spazi naturali e di investire in parchi ben progettati e avventurosi, per supportare la loro salute mentale”, spiega la psicologa infantile.
“Il ruolo degli adulti è quello di fornire un ambiente favorevole e poi farsi da parte, o al massimo, fare il tifo gentilmente. Cessa di essere un gioco nel momento in cui un adulto dice a un bambino di farlo”, sottolinea ancora.
Long Covid bambini: può durare pure 3 anni

Il Long Covid ad alcuni bambini può durare pure 3 anni. Lo rende noto uno studio pubblicato su eClinical Medicine, rivista edita da Lancet. La ricerca è stata condotta su circa 1.300 pazienti di 0-18 anni, seguiti presso l’Ambulatorio del Post-Covid pediatrico del Policlinico Gemelli.
“In questo lavoro – spiega il dottor Danilo Buonsenso all’Ansa – abbiamo documentato l’andamento dell’infezione da SARS-CoV-2 in età pediatrica fino a trentasei mesi successivi alla prima infezione”. Come sottolinea il docente di Pediatria all’Università Cattolica e dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria della Fondazione Policlinico, è emersa questa amara verità. Sebbene la maggior parte dei pazienti guarisca dal Covid, alcuni continuano a presentare sintomi ascrivibili al Long Covid, fino a 3 anni di distanza dall’infezione iniziale. Questo conferma che il Long Covid nei bambini può durare pure 3 anni.
“Molti di quelli seguiti per tre anni, dopo l’infezione iniziale, non sono riusciti a riprendere la routine di tutti i giorni, con conseguenze negative sulla capacità di frequentare regolarmente la scuola o di svolgere le classiche attività extra-scolastiche, a causa dei sintomi debilitanti riportati”, rileva l’esperto.
“Nel nostro studio – spiega ancora Buonsenso – la vaccinazione si è dimostrata un fattore protettivo contro il Long Covid, ma questo effetto ‘scudo’ varia a seconda del numero di dosi ricevute o dall’età del paziente”. Oltre ai dati che dicono che il Long Covid nei bambini può durare pure 3 anni, un altro dato emerso dalla ricerca è che il rischio di presentare una forma grave di Covid in caso di reinfezione nei 24-36 mesi successivi alla prima infezione, è estremamente basso. “Va detto tuttavia – spiega il pediatra – che, anche se raro, è possibile sviluppare il Long Covid anche a seguito di una reinfezione. Inoltre, i bambini con Long Covid sono a maggior rischio di presentare infezioni sintomatiche”.
Bambini: gel disinfettante, attenzione agli occhi

Il gel disinfettante può creare danni agli occhi dei bambini: bisogna insegnare loro a fare attenzione. In uno studio è stato documentato in Francia un aumento dei casi di bambini con problemi talvolta anche gravi agli occhi legati all’esposizione a sostanze chimiche pericolose contenute in questi prodotti. Purtroppo i dispenser di cui tutti facciamo uso spesso sono posizionati ad altezza di um metro, adatta agli adulti, ma molto pericolosa per i piccolini.
Attenzione agli occhi con il gel disinfettante, bisogna prevenire gravi lesioni oculari. Molti disinfettanti per mani hanno un’alta concentrazione di etanolo che può distruggere le cellule corneali. E’ opportuno insegnare ai bambini a non toccarsi gli occhi con le mani dopo averlo utilizzato. (altro…)
Dieta mediterranea riduce il rischio diabete in gravidanza

La dieta mediterranea è ottima sempre, in gravidanza ancora di più: riduce il rischio diabete gestazionale. Non solo, potrebbe pure ridurre il rischio di ingrassare troppo nei nove mesi di dolce attesa. E’ quanto emerge da un progetto di ricerca chiamato ESTEEM, pubblicato sulla rivista PLOS Medicine da Shakila Thangaratinam, della Queen Mary University of London.
La dieta mediterranea è ricca di grassi saturi, ha un basso contenuto di zuccheri e di carne trasformata. Chi la fa consuma più olio di oliva e frutta secca, questo riduce il gonfiore e rende più felici. In più riduce il rischio diabete in gravidanza, che non è poco. (altro…)
Gravidanza: bisfenolo A nuoce al feto

Il bisfenolo A nuoce al feto. Secondo una ricerca scientifica presentata all’Endo del 2018, il noto incontro annuale della Endocrine Society che si tiene a Chicago, il bisfenolo A, conosciuto anche come Bpa, è una sostanza chimica pericolosissima. Questa sostanza chimica può essere letale per il cervello del nascituro perché gli estrogeni del Bpa possono danneggiare lo sviluppo del feto durante la gravidanza. (altro…)
WaterBirth, prima app per chi partorisce in acqua

Per chi partorisce in acqua arriva la prima app, Waterbirth. Ricordate che rispetto al travaglio e al parto tradizionale, per chi partorisce in acqua si ha un abbassamento della frequenza cardiaca.
E’ stata Pharma Mum Italia a creare la prima app per chi partorisce in acqua: si chiama WaterBirth e , chiaramente se si possiede uno smartwatch, permette di tenere d’occhio le condizioni della partoriente sullo smartphone mentre lei è immersa.
Secondo uno studio condotto dall’Unità di Ostetricia e ginecologia dell’Arnas-Civico di Palermo, come già detto, il parto in acqua rispetto al travaglio e al parto tradizionali, riesce ad abbassare la frequenza cardiaca della donna. (altro…)
Parto in casa sicuro non per tutte

Il parto in casa è sicuro per molte donne, ma non per tutte. Ma molto di moda in questi ultimi tempi, è anche in qualche modo ritenuto romantico da alcune mamme e papà, che vogliono vedere nascere il figlio nel loro letto, tra le mura domestiche. Va però sottolineato che il parto in casa non è sicuro per tutte, ancora una volta. Non va quindi scelto con leggerezza. (altro…)
Cellulari e gravidanza

Cellulari e gravidanza vanno d’accordo? Non proprio. Se la mamma usa troppo il telefonino quando è incinta, qualche pericolo per il bimbo c’è, per esempio, un maggiore rischio di iperattività che il bebè mostrerà crescendo a 5-7 anni.
Ormai i cellulari sono troppo spesse nelle nostre mani come pure in quelle dei più piccoli. E in gravidanza la musica non cambia, diventa solo un po’ più stonata, come sottolinea una ricerca pubblicata sulla rivista Environment International e condotta da Laura Birks dell’Istituto di Salute Globale a Barcellona. (altro…)